domenica 1 ottobre 2017

CMS al vaglio della Cassazione

Come si dice in questi casi: "non c'è due senza tre" e quindi, dopo aver rinviato alle Sezioni Unite della Cassazione la questione relativa alla validità dei contratti di intermediazione finanziaria e bancari privi di firma della banca (vedi) e la questione dell'usura nei contratti tra banca e cliente per i rapporti pre 1996 (vedi), un'altra questione viene affidata alla soluzione dei giudici di legittimità nella loro più importante formazione.

Ancora una volta, quindi, la Cassazione non è riuscita a superare un contrasto, così dovendo affidare la questione alle Sezioni Unite, per trovare una soluzione unitarie, forse, definitiva.

Nel caso di specie, stiamo parlando della Commissione di Massimo Scoperto, ovvero la commissione che è stata fatta pagare ai correntisti per anni e legata ai saldi passivi segnati nei rapporti con le banche.

Successivamente all'intervento del 2008, ratificato con la legge n. 2/2009, le norme in materia di CMS sono cambiate e divenute - negli anni - più trasparenti e rispettose dei rapporti tra intermediario bancario e cliente, consentendo a quest'ultimo di comprendere con più chiarezza quali costi è tenuto a sopportare quando il conto finisce in rosso (vedi qui).

La nuova disciplina, però, è stata oggetto di critiche e contrasti, tant'è che la stessa Prima Sezione della Suprema Corte di Cassazione (relatore Dolmetta) ha ritenuto di dover ottenere un chiarimento in merito alla nuova disciplina in tema di commissione di massimo scoperto introdotta dall’art. 2-bis della l. n. 2 del 2009, ponendosi questo dilemma: queste norme hanno natura di interpretazione autentica della normativa già esistente in materia di usura, ovvero presentano una peculiare innovazione tale da renderle applicabili, e qui sta il punto dolente, applicabili solo ai rapporti bancari sorti successivamente all'entrata in vigore della legge?

La soluzione della questione è di rilievo centrale, in quanto se dovesse essere affermato il carattere innovativo della norma, per i rapporti antecedenti all'entrata in vigore della citata l. 2/2009, ai fini del controllo del tasso effettivo globale, per la valutazione del carattere usurario degli interessi, non dovrebbe essere inclusa la commissione di massimo scoperto.

Nel caso opposto, ossia se la l. 2/2009 è norma di interpretazione autentica che nulla innova in materia, la conseguenza sarebbe estremamente chiara: l'interpretazione della norma produrrebbe i propri effetti anche per i rapporti bancari antecedenti alla sua entrata in vigore, sicché ai fini della determinazione degli interessi usurari dovrebbe essere considerata anche la cms.

Qui potete leggere il provvedimento.

venerdì 15 settembre 2017

A San Marino c’è speranza per tutti i banchieri

Fonte: Fatto Quotidiano 6-7-2017
l sistema bancario di San Marino è in subbuglio per vari motivi. Una famiglia saudita tratta l’ingresso in un suo istituto di credito, suscitando legittimi interrogativi sui suoi obiettivi. Ma soprattutto le banche sammarinesi sono zavorrate dai famigerati non performing loan (Npl). Questo il quadro in cui s’inserisce una vicenda sconcertante.

sabato 2 settembre 2017

Nuove regole per il cambio del conto corrente

La recente riforma, intervenuta con il  decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 37, norma attuativa della Direttiva UE 2014/92/UE, ha introdotto nuove norme per coloro che intendono spostare il proprio conto corrente verso un nuovo istituto di credito.

Stiamo parlando della c.d. "portabilità del conto corrente", ossia quando il correntista estingue il conto corrente, accendendo un nuovo rapporto bancario in una nuova banca.

Le nuove norme in materia si sono rese necessarie alla luce delle condotte tenute dalle banche quando il correntista chiede di voler estinguere il proprio conto, e trasferire i propri fondi verso altra banca.

Quali sono le novità?

venerdì 25 agosto 2017

Conto corrente di base: ecco le novità per i consumatori

Le recenti novità introdotte con il Decreto Legislativo 15 marzo 2017, n. 37, norma attuativa della Direttiva 2014/92/UE, hanno proposto nuove regole per il c.d. conto corrente di base, tipologia di rapporto bancario che gli Istituti di credito devono adottare a far data dal  14 aprile 2017, data di entrata in vigore del decreto.

Il tema conto corrente di base non è completamente nuovo, come già trattato (vedi), ma le novità introdotte di recente non riguardano alcune categorie, ma la grande platea dei consumatori.

Di seguito, alcune regole particolari introdotte con il D. Lgs. n. 37/2017.

martedì 22 agosto 2017

Veneto Banca: sanzione dall'Antitrust per la vendita di mutui

Non finiscono le grane per Veneto Banca, istituto di credito coinvolto in uno degli ultimi scandali bancari, ed oggetto di una nuova sanzione da parte dell'Antitrust,  per un ammontare complessivo di 5 milioni di euro, e connessa alla vendita di prodotti bancari in violazione delle norme del Codice del Consumo.

L'autorità garante, in particolare, ha contestato a Veneto Banca di aver posto in essere due pratiche commerciali scorrette nella erogazione dei contratti di mutuo in favore dei consumatori attraverso  il modello della vendita combinata ovverossia collegata all'acquisto di proprie azioni o altri prodotti bancari presso lo stesso operatore, come ad esempio un conto corrente.

Nella concreta fattispecie, così come già rilevato da AGCM in altra indagine conclusa verso Banca Popolare di Vicenza (vedi), avrebbe condizionato l'erogazione di un finanziamento/mutuo in favore di un consumatore all'acquisto di azioni della banca, e tale pratica commerciale scorretta è avvenuta in occasione delle operazioni di ricapitalizzazione dell'istituto di credito avvenute tra il 2012 e il 2014.

In quel periodo, la banca versava in grave crisi patrimoniale e decise di far gravare la propria situazione sui sottoscrittori dei mutui, imponendo loro l'acquisto dei titoli azionari.

La figura del “mutuo socio” è stata creata, secondo la conclusione raggiunta da AGCM, per i  consumatori al fine di ottenere gli stessi pacchetti minimi di azioni della Banca pari a n. 200 azioni, superiore a quello minimo necessario per diventare soci (pari a n. 100 azioni), imponendo al mutuatario di non procedere alla vendita del pacchetto azionario per un determinato periodo, al fine di non perdere le condizioni economiche previste per il mutuo.

Vero è che il mutuo soci garantisce dei vantaggi in favore dei consumatori sottoscrittori, ma è altresì dimostrato che tali aspetti positivi sono stati compensati, in termini negativi, dai costi connessi al pacchetto azionario al quale tale prodotto era di fatto vincolato.

A ciò si aggiunga, come sopra evidenziato, che oltre all'acquisto di titoli azionari, Veneto Banca ha indotto molti consumatori a sottoscrivere un conto corrente presso la stessa filiale e su cui regolare il rapporto di mutuo.


L’Antitrust ha rilevato che tali condotte, limitative della libertà di scelta dei consumatori, siano contrarie ai principi del Codice del Consumo, condannando Veneto Banca per pratiche commerciali scorrette.


Di seguito, il provvedimento di AGCM.

martedì 15 agosto 2017

Fondi chiusi, gli iscritti a loro insaputa

Fonte: Il Fatto quotidiano - 19 aprile 2017
L’italico genio per le soluzioni pasticciate ne ha escogitata un’altra: gli iscritti-fantasma ai fondi pensione. A monte vi è una strategia applicata da qualche anno per truccare le carte della previdenza integrativa. Nei rinnovi contrattuali i sindacati sottraggono una quota di aumento salariale per i lavoratori e la dirottano d’imperio ai propri fondi pensione, pure per chi saggiamente non vi vuole aderire. Sono somme a volte minime, come 100 euro l’anno.

domenica 6 agosto 2017

A chi è rimasto il cerino in mano delle obbligazioni Alitalia?

Fonte: Il Fatto Quotidiano 15/5/2017
Chi ci rimetterà da un fallimento della nuova Alitalia? Per forza gli azionisti, poi di sicuro molti fornitori, i contribuenti italiani, i dipendenti ecc. A prima vista nessun risparmiatore. Ma è proprio così? A giudicare da alcuni dati scovati e forniti da Marco Vinciguerra della Tokos, la situazione è peggiore e anche più opaca.

L’Alitalia-Società Aerea Italiana (SAI), cioè l’attuale compagnia subentrata alla precedente, ha emesso diverse obbligazioni per importi rilevanti. Vogliamo però concentrarci su quella da 375 milioni di euro che circola sul mercato secondario, di cui si parla pochissimo o niente. È il prestito Alitalia-SAI 5,25% 30-7-2020, codice Isin XS1263964576, quotato in Irlanda. Sorvoliamo sull’entusiasmo ostentato dell’amministratore delegato Silvano Cassano che lo definiva “un importante segnale di fiducia dei mercati finanziari”, a ulteriore conferma di quanto sia idiota la massima di Borsa “Il mercato ha sempre ragione”.

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